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NEL LABIRINTO DI ERMINIA
SINOSSI

La narrazione è incentrata sulle vicende di una giovane  donna italiana giunta alla consapevolezza della propria maternità senza una preparazione adeguata. La storia racconta degli sconvolgimenti psicologici conseguenti ad un’epoca in cui ignoranza e rassegnazione dominavano lo stato di sottomissione delle cosiddette “ragazze madri”.

   Dopo una relazione “particolare” con l’amica del cuore ed in seguito ad un unico atto d’amore consumato con un Ufficiale della Royal Air Force,   la protagonista  del romanzo dà alle luce un bimbo maschio. Corre l’anno 1946.  Ha  23 anni.

   Il neonato non verrà riconosciuto dal padre e la donna si troverà ad affrontare da sola le avversità della vita.  Il caso, ambientato tra Venezia e Treviso nella prima metà del novecento,   è visto  attraverso gli occhi del  “figlio illegittimo” allontanato in tenera età.

   Proprio quel figlio abbandonato ha consumato una intera vita per riaccreditare il ricordo della propria origine materna al cospetto del  proprio senso di  dignità. Egli parla di una sorta di “liberazione” dal pregiudizio provocato dallo strisciante modo di pensare della Società in cui è cresciuto. Ma c’è di più. Nella sua riflessione è contenuto un  senso più ampio: la  metafora della ricerca della propria identità ovvero di qualcosa che gli appartiene ma che gli è stato negato. In altre parole della ricerca di sé stesso  e delle proprie origini.

   Erminia è indiscutibilmente la protagonista del romanzo  ma non sa che gli esiti delle sue gesta,  tra le quali emerge netto il desiderio di essere dimenticata, saranno  contrastati dal co-protagonista mai uscito da quella placenta immateriale che lo legherà a lei indissolubilmente per l’eternità.

   Nel  racconto sono descritti alcuni aspetti caratteriali della donna e  dell’epoca in cui  vive.

   Di seguito alcuni esempi dello spaccato sociale in cui si muove la protagonista:

→La povertà della famiglia e dell’ambiente in cui è nata → Il tessuto sociale della marca trevigiana con qualche particolare del suo folclore →l’ostilità verso il fascismo tuttavia ridimensionata negli anni della maturità →lo stupro subito dall’amica del cuore → i  sogni e le speranze da inseguire →la seconda guerra mondiale e il periodo post bellico →la seduzione e l'abbandono subìto ad opera di un militare inglese →la maternità ostacolata dalle convenzioni etiche →il fallito tentativo di ricostruire la vita attraverso   il   matrimonio  con  un  Cappellano irlandese → il conseguente definitivo allontanamento del figlio →il tentato e fallito riavvicinamento all’amica del cuore →il finale a sorpresa con conclusioni “supposte” ma “non provate”.

   L’autore, inoltre, affronta tematiche psicologiche complesse e controverse. Tra queste l'aborto,  il tradimento e l’adozione di un figlio come temi che possono generare forti emozioni e sentimenti contrastanti, sia nei personaggi  protagonisti che nei lettori. L'aborto, visto come una tormentata scelta personale, è analizzato nella  prospettiva di un conseguente auspicabile dibattito morale. Il tradimento, invece, è evocato come un atto che può essere considerato una sorta di diserzione della fiducia, dell'amore e del rispetto. Si arriva alla conclusione dell’opera In un susseguirsi di emozioni e suggestioni che si espandono all’interno di molte azioni contraddittorie,  giuste o sbagliate esse siano, a seconda   del diverso angolo di osservazione dal quale sono esaminate.

   Seppur romanzata, si tratta di una storia vera. Nella descrizione, di matrice “biografico – sociale – psicologica”,  sono contenuti diversi rinvii ad episodi storici e sono richiamate discipline che non rientrano nell’informazione corrente di alcuni lettori. Sono  state perciò inserite note a pié di pagina  per consentire  una lettura scorrevole e, al contempo, per offrire approfondimenti  a coloro che li ritenessero necessari.

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