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QUATTRO STAGIONI
Ho visto una farfalla danzare
Sospesa come un fiocco di piuma
Un battito d'ali felice.
Ti sei posata stanca sul mio naso
e sei sembrata immensa come un sole
Che si leva
Nel cielo di un giorno radioso.
PRIMAVERA
Ci siamo innamorati e una sera
Io delicatamente ti ho presa
Legandoti a me per la vita.
Momenti dove il niente ci bastava
La mente dentro a un rogo di passioni
Che chiedeva
Di stare nel fuoco per sempre.
ERA ESTATE
CORRE IL TRENO NEL TEMPO
VIAGGIA SENZA RITORNO
LE VALIGIE RIEMPITE
DA EMOZIONI E POESIE...
Ho visto tante foglie cadere
Leggère trasportate dal vento
Disperse nel buio dell’oblio.
Ho visto la tua bocca respirare
In un affanno di dolore e di paura
Nell’angoscia
Che porta in un mondo di ombre.
ERA AUTUNNO
Mi son trovato solo nel letto
Mi son girato dalla tua parte
per darti un’ultima carezza.
Ed ho allungato un braccio per cercarti
Tra lenzuola desolate, derubate
di risposte
nel freddo di un letto deserto.
VIAGGIA IL TRENO NEL TEMPO
VERSO UN TRISTE MISTERO
E PER OGNI FERMATA
CERCHERÒ IL TUO RICORDO
QUALE SENSO HA LA VITA?
DOVE È POSTA LA META?
SE SI SPEGNE IL FUTURO
DENTRO A UN SOGNO CHE MUORE...
Johann Pachelbel (Wikipedia)
immagine in licenza CC-BY-SA, by fandom.com
QUATTRO STAGIONI ispirato al Canone in D maggiore di Johann Pachelbel
Testo, musica e animazione di DEREKSON (Renato Derik)
Orchestrazione e canto di SAMUELE SFINGI.
Immagini in scorrimento:
opere di ALBERTO BURRI (vedi Wikipedia)
Statua in bronzo di apertura e chiusura:
"Nudo femminile seduto sul tallone" (1979) di BRUNO BARTOCCINI (catalogo Beni Culturali).
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ANALISI DELLA CANZONE
Il testo "Quattro stagioni" è una profonda meditazione sull'amore, sul ciclo della vita e, in ultima analisi, sulla perdita. Utilizzando la metafora classica delle stagioni, il testo traccia l'arco narrativo di una relazione, dalla sua nascita gioiosa fino alla sua tragica e solitaria conclusione.
1. Struttura e Metrica
Il testo è strutturato seguendo l'ordine cronologico delle stagioni, ciascuna introdotta da un'indicazione temporale ("PRIMAVERA", "ERA ESTATE", "ERA AUTUNNO", "E’ L’INVERNO"), eccetto la sezione estiva, che è integrata nel flusso narrativo. Ogni sezione è divisa in strofe brevi, spesso di tre o quattro versi, che conferiscono un ritmo incalzante e frammentato, tipico della poesia moderna.
Il brano è intervallato da un ritornello/tema ricorrente ("VIAGGIA IL TRENO NEL TEMPO..."), che funge da leitmotiv sulla inesorabilità del tempo.
2. Le Stagioni come Metafora
L'uso delle stagioni è iconico, non solo come sfondo, ma come specchio emotivo della relazione:
Primavera (Nascita dell'Amore): Rappresenta l'inizio, la leggerezza, e la felicità. L'immagine della farfalla (simbolo di trasformazione, grazia, e anima) è centrale. La farfalla che "danza" e si posa sul naso (un gesto intimo e inatteso) eleva l'amata a un'entità quasi divina ("immensa come un sole"). Il legame è immediato e totale ("LEGANDOTI A ME PER LA VITA").
Estate (Passione e Pienezza): Il culmine sensuale ed emotivo. È il tempo della fusione totale ("il niente ci bastava") e del desiderio eterno. L'immagine del "rogo di passioni" è coinvolgente ed evoca un fuoco purificatore e consumante che si vorrebbe durasse "per sempre".
Autunno (Malattia e Distacco): Il cambiamento e l'inizio della fine. Le foglie che cadono sono una metafora diretta della perdita di vita, della leggerezza che si trasforma in "oblio". La transizione è violenta: dalla farfalla che respira felice, si passa alla bocca che respira "in un affanno di dolore e di paura". È il momento della sofferenza vista, del distacco imminente.
Inverno (Solitudine e Morte): Il gelo, il vuoto e la desolazione. Il letto, prima luogo di unione e piacere, diventa un "letto deserto", "desolato, derubato / DI RISPOSTE". È la fase del ricordo che si scontra con l'assenza fisica, evidenziando il senso di abbandono e smarrimento.
3. Linguaggio e Immagini Poetiche
Il testo è ricco di ossimori impliciti e forti antitesi, tipici di una profonda esperienza emotiva:
Antitesi Luce/Ombra: Il "sole che si leva nel cielo radioso" (Primavera) è contrapposto al "mondo di ombre" (Autunno) e al "buio dell'oblio".
Antitesi Calore/Freddo: Il "rogo di passioni" e il "fuoco" (Estate) sono seguiti dal "freddo di un letto deserto" (Inverno). Particolare è l'uso di aggettivi che antropomorfizzano l'assenza: "lenzuola desolate, derubate" (Inverno).
4. Il Tempo e il Treno (Leitmotiv)
Il viaggio del treno è il simbolo portante del brano. Il treno è il Tempo, inarrestabile e senza possibilità di ritorno ("CORRE SENZA UN RITORNO").
Inizialmente, le "valigie" sono piene di "emozioni e poesie" (carico di vita).
Nella ripresa finale (Inverno), il treno viaggia "VERSO UN TRISTE MISTERO" e la ricerca si concentra sul "ricordo".
Il treno diventa così l'espressione dell'ineluttabilità del destino e dell'affannosa ricerca di senso dopo la catastrofe.
5. Conclusione: La Questione Esistenziale
L'ultima strofa eleva il testo oltre la semplice cronaca sentimentale, trasformandolo in una vera e propria riflessione esistenziale. Le domande retoriche finali:
QUALE SENSO HA LA VITA?
DOVE È POSTA LA META?
SE SI SPEGNE IL FUTURO
DENTRO A UN SOGNO CHE MUORE...
sono il grido dell'io lirico di fronte al vuoto. L'amore (il "sogno") era il senso e la meta; con la sua morte (il "futuro che si spegne"), l'intera struttura filosofica del protagonista crolla.
In sintesi: "Quattro stagioni" è un testo che utilizza un simbolismo classico (le stagioni, la farfalla) per affrontare temi universali (amore, passione, tempo, morte) con intensità emotiva. La sua forza risiede nella progressione netta delle immagini e nell'efficacia del leitmotiv del treno.
RDG


