NLdE4
NEL LABIRINTO DI ERMINIA
RECENSIONI

RITA MUNGIARDI, Artista, 29/12/2023 (Treviso),
Il labirinto di Erminia [ uno spaccato di vita pazzesco e l’analisi descrittiva dei personaggi è degna di un trattato junghiano.
Finito di leggere ieri sera. Epilogo a sorpresa. Le emozioni e le attese nel momento in cui si legge la seconda parte del libro sono crescenti e la curiosità di voler entrare nell’animo dei personaggi è soddisfatta da un’attenta analisi che solo chi ha una spiccata sensibilità poteva rendere così avvincente.

MARIA ROSA NICHELE, tennista, 05/02/2024 (Treviso),
È un romanzo parzialmente autobiografico ambientato durante l’occupazione degli alleati. Un libro da leggere per la storia che racconta e per la dovizia di informazioni sui temi trattati. Lo fa con molta tecnica letteraria che spinge con curiosità alla pagina successiva.

MARIA GRAZIA ANGELINI,  ex Agenzia delle Entrate, 16/02/2024 (Treviso),
Lo stile narrativo scorrevole e piacevole invoglia alla lettura. I protagonisti, fotografati nel periodo storico della seconda guerra mondiale e post bellico, sono descritti con efficacia nella loro triste vita di povertà economica e intellettuale.
Piacevolmente sorprendente la capacità dell’autore di descrivere i dubbi e le sofferenze psicologiche della protagonista e di renderci partecipi delle sue ambasce. Grazie per la sensibilità nella narrazione di un animo femminile.

GABRIELLA CAZZANELLI BERTI, Critica letteraria, 23/02/2024 (Rovereto-TN),
È  davvero interessante come l’autore abbia saputo delineare con tanta profondità i conflitti interiori di Erminia e la frustrazione del figlio. I sensi di colpa di lei per averlo abbandonato e la difficoltà di lui ad ambientarsi nella società, sono due aspetti che emergono con grande forza e che fanno riflettere. Anche lo sviluppo psicologico della trama è molto ben curato. L’autore ci accompagna in un viaggio introspettivo alla scoperta dei personaggi e delle loro emozioni , facendoci vivere con loro gioie e dolori.
Erminia è un personaggio davvero complesso e affascinante. Da un lato, la sua scelta di abbandonare il figlio è comprensibile, data la situazione difficile in cui si trova. Dall’altro, però, il senso di colpa che la opprime è un peso che la accompagnerà tutta la vita.
Il figlio invece (che è lo stesso autore) è un uomo che ha sofferto molto per la mancanza iniziale di una madre. La sua difficoltà di ambientarsi nella società è una conseguenza diretta di questo trauma. Solo in età matura, grazie ad una sofferta autoanalisi, riuscirà a fare i conti con il suo passato e a trovare un equilibrio nella vita.
Consiglio vivamente questo romanzo a tutti coloro che amano le storie intense.
È un libro che fa riflettere e che non lascia indifferenti. Inoltre vorrei aggiungere   alcune considerazioni finali: ho trovato molto interessante la scelta dell’autore di utilizzare due punti di vista differenti per raccontare la storia. Questo ha permesso di approfondire meglio le personalità dei due protagonisti e di dare al lettore una visione più completa della vicenda. Ho molto apprezzato anche lo stile di scrittura che, chiaro, scorrevole e coinvolgente, offre una lettura davvero piacevole e stimolante.
Spero che la mia recensione sia utile.

GEORG  RAVEL, ex job recruiter, 28/02/2024 (Milano),
Ero alla ricerca di un romanzo che mi catturasse e mi trasportasse in un'altra epoca, e questa "Opera Prima" ha soddisfatto appieno questo mio desiderio.
La storia di Erminia mi ha subito appassionato con le sue atmosfere evocative e la sua scrittura fluida e coinvolgente. L'autore ha saputo magistralmente dar vita a personaggi vividi e complessi, calati in un contesto storico accuratamente ricostruito.
La trama è ricca di colpi di scena e di momenti di grande intensità emotiva che non lasciano indifferente il lettore. Le descrizioni dei luoghi e delle ambientazioni sono vivide e realistiche, tanto da permettere di immergersi completamente nella storia.
Un plauso particolare merita l'eleganza con cui l'autore affronta le scene erotiche che risultano mai volgari ma sempre sensuali e coinvolgenti.
Nel Labirinto di Erminia è un romanzo che consiglio vivamente a tutti coloro che amano le storie appassionanti e ben raccontate. Un libro che si legge tutto d'un fiato e che lascia un segno indelebile nel lettore.
L'autore ha dimostrato un talento non comune e sono sicuro che ci regalerà altre opere di grande valore.

MARA GATTEL, Agente immobiliare, 09/03/2024 (Treviso),
“Labirinto di Erminia” è un romanzo così curioso e coinvolgente che la lettura è stata più che piacevole. La narrazione di questa storia appartiene ad un’epoca così diversa ma con temi più che attuali. Sogni, illusioni, amore, odio, difficoltà, critiche della società e speranza si alternano in un carosello di situazioni reali e immaginarie. Molto chiara è la riflessione sui rapporti umani, sull’amore e sul vuoto che lo stesso può lasciare e che Erminia ha vissuto in prima persona. Il contenuto del libro è coerente al suo titolo. Concludendo Renato Derik ha firmato un romanzo sincero ed è riuscito a catturare la mia attenzione e a condurmi attraverso questa storia così personale. Un libro che sicuramente consiglio.

DANIELA LEVINI, Team Google, 11/04/2024 (Milano),
Bellissimo regalo di compleanno.
Il romanzo mi è stato regalato in occasione del mio compleanno. La storia è inserita in un tessuto la cui trama intreccia fili diversi e si sostiene da sé, dall'inizio alla fine, esattamente come le righe disegnate di una coperta. Uno dei fili conduttori mi ha piacevolmente sorpresa. Si tratta della Sarabanda di George Handel nelle due versioni: "Lascia ch'io pianga" e "Lascia la spina, cogli la rosa". Questo brano, nei due tipi, secondo me assume un significato simbolico rappresentando rispettivamente il dolore e la speranza. Alla fine del romanzo, poi, l'autore introduce una terza versione della Sarabanda (inventata da lui stesso): "Lascia la rosa, cogli la spina". Questo nuovo testo rappresenta la scelta di Erminia di fare i conti con il proprio passato. Non anticipo il finale a chi non ha ancora letto il libro ma si può intuire che si tratta di una sorta di thrilling da risvolti psicologici. Per chi è interessato ai thriller segnati anche da un tocco di romanticismo, questo romanzo è perfetto.

PAOLA BERTOLDO, mamma, 9 maggio 2024 (Treviso),
Un viaggio alla ricerca di un volto sconosciuto, delle pieghe di un'anima travagliata che ha ferito senza esserne mai veramente cosciente. Una donna inquieta ma anche una vittima del suo tempo. Un racconto scorrevole, mai banale, mai scontato.

LIDIA SERAFIN, mamma, 20 maggio 2024 (Treviso),
Racconto che si sviluppa fra i drammi personali della protagonista, in un momento storico drammatico della società stravolta dal passaggio del conflitto mondiale nel territorio. Il tutto raccontato in modo fluente, con dialoghi vorrei dire raffinati e che termina nel modo meno scontato.

ELENA BONGIORNI, Responsabile ospedaliera, 26 luglio 2024 (Castelsangiovanni PC)
Complimenti per il libro: appassionante la storia della vita di Erminia e interessante il contesto storico di ambientazione. Aggiungo altri complimenti anche per il lavoro di indagine svolto e propedeutico al romanzo. Mi sento di consigliare il libro a chi ama approfondire la storia e le vicende del nostro Paese, in particolare nel periodo bellico e postbellico della seconda guerra mondiale.

M.G., insegnate, 23 agosto 2024 (Treviso)
Ho appena terminato il libro e sono in procinto di passarlo ad un'amica. La storia mi è piaciuta molto (si legge tutta d'un fiato) ma, a mio parere, avrebbe dovuto essere scritta in prima persona. Il lettore non è tenuto all'oscuro dell'identità dello scrittore e del carattere "autobiografico" del racconto, però la protagonista è Erminia, la madre, non Renato, il bambino abbandonato. Questo, secondo me, crea uno squilibrio continuo perchè il narratore non "costruisce" il personaggio (Erminia) ma, in un certo senso, lo "subisce" e in questo subire irretisce il profilo autentico della protagonita. Il lettore né ama né odia Erminia, la osserva nel suo agire/reagire agli eventi ma , in fondo, non la comprende mai e alla fine resta un'estranea; un'incognita (quello che forse è stata per il figlio...). In certi momenti ho sentito il bisogno di odiare questa donna  ma mi è stato "impedito" dalla saggia analisi dello scrittore/bambino-abbandonato. Il mio è un parere che conta poco e il bisogno di "sentimenti" chiari, definiti e totali forse mi viene dal fatto lascio la razionalità ad altri ambiti. Se avrò occasione chiederò all'Autore di autografarmi il libro.

DANIELA BIGONI, casalinga, 2 settembre 2024 (Treviso),
Un libro piacevolissimo da leggere, un po' per la storia del periodo della mia infanzia, un po' per la curiosità della vita di rminia e del suo bambino. Una scrittura scorrevole che ti invoglia a proseguire e girare continuamente pagina. L'ho letto in pochi giorni e ringrazio chi me lo ha regalato per la piacevole esperienza. Anche la fine lascia un dubbio e una scelta di interpretazione! Speriamo... Altro...

I commenti sono chiusi